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Il Santuario di Saronno

il Rinascimento e il Manierismo

Il Santuario di Saronno nasce, come tanti altri santuari mariani, in seguito a un evento miracoloso avvenuto in un tempo antico che le fonti lasciano nel vago. Secondo la leggenda, a un uomo di Saronno, certo Pedretto o Pierino, da tempo malato, una notte apparve in sogno la Madonna che gli promise rapida guarigione se si fosse recato subito alla 'strada croce', il piccolo piazzale esterno all'abitato dove si incrociavano quattro diverse strade: lì un'edicola conservava un'antica immagine miracolosa della Vergine, e lì la Madonna voleva che si costruisse una chiesa a lei dedicata.


Il Santuario è un fra i monumenti più insigni del territorio lungo la valle del Lura. In esso si percepisce appieno il passaggio dall'età dell'Umanesimo rinascimentale al Manierismo. Molti fra gli artisti di fama che operavano nel milanese nel XVI secolo si sono espressi in questa opera, dall'Amedeo a Tibaldi, da Luini a Ferrari. 
Il primo documento certo relativo alla costruzione del santuario è il contratto che nel 1505 i deputati della fabbrica firmano con il lapicida Beltramo Bregno per la fornitura di materiali necessaria al rivestimento esterno del tiburio, secondo le misure e le indicazioni fornite da Giovanni Antonio Amadeo, autore del progetto secondo le più attendibili attribuzioni di questi ultimi decenni.

Amadeo era la figura più autorevole fra gli architetti di quel tempo a Milano; lavorava per gli Sforza al Duomo e alla Certosa di Pavia, progettò molti fra i gioielli del rinascimento lombardo, fra cui la Cappella Colleoni di Bergamo, Santa Maria alla Fontana e l'esterno delle Grazie in città. Se il grande pubblico è più abituato al nome di Bramante (suo è il progetto di San Satiro e l'impostazione del tiburio delle Grazie), in realtà fu l'Amadeo a lasciare ai posteri l'impronta maggiore degli stilemi classici e aurei del Rinasciamento. Il Santuario di Saronno nella parte di tiburio e absidi, oltre che nel chiostro, è un fulgido esempio di tal periodo.  

Sappiamo che nel 1552 iniziano i lavori per la sagrestia, affidati a Cristoforo Lombardi e proseguiti, dopo la morte dell'architetto, avvenuta nel 1555, da uno dei suoi allievi, Vincenzo Seregni. Vincenzo Seregni diventa poi architetto responsabile della fabbrica, nel 1556; sotto la sua direzione viene costruito il corpo longitudinale a tre navate dell'edificio, a partire dai primi anni Sessanta (Rephisti, 1996). Mancava ancora la volta a botte della navata maggiore, che era protetta semplicemente da un soffitto ligneo, e così resterà fino al 1631, quando Vincenzo Ciniselli costruirà la copertura definitiva; e mancava, soprattutto, la facciata, sostituita da una struttura provvisoria, in mattoni all'interno e all'esterno in pietra di Saltrio. Il progetto per la facciata, tradizionalmente, è attribuito a Pellegrino Tibaldi, sulla base dei pagamenti che l'architetto riceve tra il 1573 e il 1577 per "stabilir la fazada", appunto, e per "haverne dato il disegno" (Gatti Perer, 1996). I lavori, però, saranno avviati solo molto più tardi, nel 1595, sotto la direzione di Lelio Buzzi: ed è difficile stabilire, in assenza di disegni autografi di Pellegrino, quanto l'architetto sia stato fedele al progetto originale. Sta di fatto che l'imponente facciata ci proietta verso il manierismo, in odore di barocco, e per questo la chiesa ci offre uno spaccato del nuovo modo di pensare la forma e il decoro, rispetto alla sobrietà e proporzione rigorosa tipica del'età umanistica.  Pochi anni dopo la conclusione dei lavori per il primo nucleo del santuario, i deputati della fabbrica decisero di avviare la campagna decorativa. Arrivano a Saronno, in rapida successione, Bernardino Luini, chiamato a compiere nel 1525 gli affreschi della cappella maggiore e dell'antipresbiterio; Andrea da Saronno nel 1528 una prima volta, e poi ancora nel 1531, per i due grandi gruppi lignei da collocare nella due cappelle poste ai lati del vano quadrato coperto dalla cupola; e infine nel 1534 Gaudenzio Ferrari, per la decorazione della cupola.


Di Luini si può dire molto, perché molto operò a Milano e nel lombardo, spingendosi sino a Lugano. In lui si vede chiara la scuola leonardesca, anche se non fu suo discepolo diretto a bottega; gli sfumati e volti di fanciulle e Madonne rispecchiano appieno l'apprezzamento che il pittore aveva per il grande maestro toscano. Di grandissima qualità sono i ritratti che compongono le scene. Nell'episodio di Gesù fra i Dottori del Tempio molti ritengono che il volto del sacerdote seduto sulla destra possa essere proprio quello di Leonardo (e il terzo a sinistra in seconda fila quello di Bramante); alle spalle del presunto Leonardo un altro soggetto è rappresentato con notevole verosomiglianza a colui che avrebbe potuto essere un Cohen, ovvero un Sacerdote del Tempio di Gerusalemme: evocazioni queste che nel giro di pochi anni verranno drasticamente bandite o addirittura ritenute eretiche dall'avvento anche in Italia dell'Inquisizione (sotto Papa Paolo III). Il medesimo volto somigliante Leonardo, o molto simile, è nel sacerdote che celebra lo sposalizio della Vergine. Da notare i ricchi broccati e le sete che indossano i personaggi rappresentati, secondo la moda del tempo, quando Milano era riferimento planetario per tale produzione e il Comasco già era officina di filande e sartorie di prim'ordine.

Su un lunotto nel cortile ecco un altro capolavoro del Luini, dove vediamo un Bambin Gesù col dito in bocca, tenerissimo omaggio a una iconografia che offre una nuova visione delle rappresentazioni sacre sempre di più attenta a rappresentare l'umanità prima della divinità. 


Gaudenzio Ferrari si manifesta in un tripudio di angeli e santi nel decoro della cupola, da far invidia al più enfatico stile barocco prossimo a venire. 

Da non perdere.   

 (testo in parte mutuato dall'Archivio LombardiaBeniCulturali.it)

Santuario di Saronno - Amadeo (1505 e segg.)
Santuario di Saronno - Amadeo (1505 e segg.)
tiburio rinascimentale, particolare
(foto di Fabio Lopez)
Santuario di Saronno - Gaudenzio Ferrari (fine XVI sec.)
Santuario di Saronno - Gaudenzio Ferrari (fine XVI sec.)
trionfo di Angeli e Santi - tiburio rinascimentale
(foto di Fabio Lopez)
Santuario di Saronno - Bernardino Luini (1525 e segg.)
Santuario di Saronno - Bernardino Luini (1525 e segg.)
Sposalizio della Vergine
(foto di Fabio Lopez)
Santuario di Saronno - Bernardino Luini (1525 e segg.)
Santuario di Saronno - Bernardino Luini (1525 e segg.)
particolare - possibile ritratto di Leonardo da Vinci
(foto di Fabio Lopez)
Santuario di Saronno - Bernardino Luini (1525 e segg.)
Santuario di Saronno - Bernardino Luini (1525 e segg.)
Bambin Gesù con il ditino in bocca
(foto di Fabio Lopez)